martedì 20 marzo 2012

NUOVO SITO DI NEOSPORT


Inauguriamo il nuovo sito di NEOSPORT il cui indirizzo è: www.asdneosport.it.
Possiamo dunque valerci di questo più adeguato strumento per far circolare più agevolmente l'informazione sulle nostre attività, per ospitare contributi e commenti, per promuovere dibattiti.
Riteniamo che questo spazio, aperto ai contributi, sia importante in una fase politica che richiede anche allo sport una attenta e approfondita riflessione per defiunire le nuove prospettive per una necessaria riforma.
Vengono trasferiti i materiali di questo blog, che ha seguito una fase della nostra attività.

Indirizzi e conbtatti:
Sito: www.asdneosport.it
Segreteria: segreteria@asdneosport.it
Info generali: info@asdneosport.it
Redazione: redazione@asdneosport.it


SUL NUOVO SITO:

Apriamo Il dibattito sulla riforma dello sport

1^ Prova del 'TORNEO NEONUOTO 2012'
Le classifiche

martedì 13 marzo 2012

FESTA DI PRIMAVERA DELLA GINNASTICA

FESTA DI PRIMAVERA DELLA GINNASTICA
“IO FACCIO GINNASTICA COSI”
SABATO 14 APRILE DALLE ORE 15.00
PALAZZETTO DI VIA BROGI – ZONA GROTTAPERFETTA
(tra via Ardeatina e via di Grottaperfetta, traversa di via della Fotografia)


Tutte le informazioni nella pagina 'Ginnastiche'


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venerdì 9 marzo 2012

1° Torneo 'NEONUOTO 2012'

Il 18 marzo 2012, avrà luogo la 1^ giornata del 'Trofeo Neonuoto 2012'. La manifestazione si terrà all'impianto comunale 'Crawl 2000', via del Gran Paradiso, 93 - 00139 Roma.



Tutte le informazioni nella pagina 'Nuoto'.





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giovedì 8 marzo 2012

OTTO MARZO








Vorrei che dedicassimo questo 8 marzo alle 239 donne dell'Omsa di Faenza e alle 250 donne della Golden Lady di Gissi. perchè va denunciata la contraddizione di un paese che da un lato festeggia l'unità nazionale, i 150 anni di Repubblica, e dall'altro consente il licenziamento di 500 lavoratrici per delocalizzare e lucrare in Serbia.




" A piedi nudi, niente più calze, finchè non riassumono le lavoratrici Omsa e Golden Lady" Ancora una volta le donne pagano il prezzo più alto!Vi chiedo quindi per l'8 marzo di dichiarare la vostra disponibilità che è pura solidarietà, ad aderire Picbadge per dare un senso all'8 marzo!





BOMSA Boicotta Omsa & Golden Lady




Ciao patrizia

martedì 28 febbraio 2012

“La promozione dell’Inserimento Lavorativo degli studenti Universitari con disabilità in Italia, Danimarca, Francia e Irlanda”

Oggetto: incontro internazionale “La promozione dell’Inserimento Lavorativo degli studenti Universitari con disabilità in Italia, Danimarca, Francia e Irlanda”- Progetto Leonardo da Vinci “Univers’Emploi” –

Venerdì 2 marzo 2012 - ore 10:00 Sala Consiliare”Giulio Marinozzi

Nell’ambito del Progetto Europeo Leonardo da Vinci “Univers’Emploi”, la prof.ssa Lucia de Anna, Coordinatore del Progetto per l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, ha organizzato tre giornate (dal 29 febbraio al 2 marzo 2012) in cui si riuniranno i partner europei del Progetto, rappresentati dell’University of Aarhus (Danimarca), il Trinity College of Dublin e l’University College of Cork (Irlanda), l’INS-HEA e l’Université de Strasbourg (Francia).

L’incontro finale dal titolo “La promozione dell’Inserimento Lavorativo degli studenti Universitari con disabilità in Italia, Danimarca, Francia e Irlanda” si svolgerà il giorno venerdì 2 Marzo 2012 alle ore 10:00 alle ore 13:30 presso l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, Sala Consiliare “Giulio Marinozzi”, Piazza Lauro di Bosis 15, 00135 – Roma ed è aperto al pubblico.

In questa giornata parteciperanno il Dirigente della Provincia di Roma del Dipartimento III "Servizi per la formazione, il lavoro e la promozione della qualità della vita - Politiche del Lavoro e Servizi per l'Impiego", studenti dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” e dell’Università di RomaTre, rappresentanti dell’Università di Roma Tre, dell’ACEMIS, del Centro per l’Autonomia di Roma, del CISP (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei popoli) e di altri enti coinvolti nel progetto.

lunedì 27 febbraio 2012

TEMPI STRETTI per dar voce allo sport di base ?


Alcune società sportive di tutta Italia hanno lanciato l'appello "Salviamo lo sport di base" per dare voce e ottenere sostegno "all'enorme patrimonio di esperienze e volontariato che esiste nello sport di base".

Il documento contenente anche una serie di proposte concrete è stato sottoscritto oltre che da molte società di tutta Italia anche da quattro Enti di Promozione Sportiva (AICS, CSI, UISP, US ACLI).

L'appuntamento pubblico fissato dai promotori è per il 3 marzo a Roma."

INTERVENTI DI MAURIZIO LA ROSA E DI ANDREA NOVELLI

A proposito di "Dare voce allo sport di base"
Essendo dirigente di un’associazione sportiva affiliata a diversi Enti, ho letto l’invito ad aderire al documento "Dare voce allo sport di base" e a partecipare all’iniziativa organizzata il 3 marzo a Roma.
Prima di entrare nel merito di alcuni dei punti del Documento mi permetto di esprimere alcune valutazioni generali sul linguaggio e sul metodo usato.
Chiarezza e trasparenza
Probabilmente, per mia disattenzione, mi è sfuggita la fase di elaborazione e di preparazione dell’iniziativa con cui il "Comitato Promotore" si è mosso per arrivare al 3 marzo. In caso contrario, mi permetto di pensare che sia una forzatura politica affermare che quel documento sia frutto spontaneo di "un bel gruppo di società sportive" che l’ha elaborato ed ha indetto la "Prima Assemblea Nazionale delle Società Sportive". Sicuramente le società sportive di base si rendono conto della fase di difficoltà e della scarsa considerazione che il lavoro svolto è, sempre più, messo a rischio da scelte politiche ad ogni livello. Chiunque viva il rapporto diretto con i partecipanti alle attività sportive sente le problematiche economiche, sociali, culturali delle famiglie italiane (nel senso più ampio, considerando tra queste anche le famiglie d’immigrati che vivono qui da noi da molto tempo). Gli stessi dirigenti sanno quanto sia difficile trovare tempi e modi di confronto con i propri tesserati e con i dirigenti di altre società, già nel proprio territorio figuriamoci a livello più ampio.
Non penso sia denigratorio affermare che i dirigenti di alcune organizzazioni nazionali di varia estrazione abbiano deciso di proporre un documento all’attenzione del mondo sportivo e di farsi carico di organizzare un’iniziativa nazionale. Mi sembrerebbe un atto di forte cambiamento rispetto alle consuetudini di una politica che non trova più corrispondenza nella realtà, e mi aspetterei che il mondo sportivo si faccia promotore anche di questi cambiamenti di linguaggio e di metodi. Altrimenti si da l’impressione di non voler svolgere un ruolo veramente dirigente e di nascondersi dietro "comitati" in modo da poter decidere successivamente o di voler usare le società sportive come, spesso, si usa la cosiddetta società civile da parte delle forze politiche.
E’ molto probabile che il documento, pur recependo istanze reali della cosiddetta base, sia frutto di un accordo tra i livelli nazionali di gruppi dirigenti legittimati al ruolo e democraticamente eletti che lo hanno proposto alle società di loro riferimento e che si siano attivate per tenere una iniziativa nazionale. Non ci trovo nulla di strano e di scorretto nei confronti di nessuno, anzi, mi sembrerebbe finalmente che chi ne ha la rappresentanza politica esca allo scoperto con proposte concrete.
Organizzazione
Ho letto le lettere di invito di alcuni Presidenti Nazionali di EPS datate a partire dal 9 febbraio, quindi con tempi molto stretti rispetto alla data del 3 marzo per poter diffondere e discutere nell’ambito dei propri soci e dirigenti sui contenuti e sulla possibilità di partecipazione. Immagino, quindi, che le adesioni siano legittimamente frutto della scelta dei Presidenti delle singole società, al massimo dei consigli direttivi.
Infine dubito che il tempo di svolgimento previsto dalle 10.00 alle 13.00 sia adeguato a dare voce consistente alle società sportive. Molto più probabilmente ci saranno interventi ad invito concordati precedentemente, di fronte ad una platea dei soli che per ragioni di disponibilità personali potranno essere presenti, indipendentemente da quanti vorrebbero dire qualcosa.
In 3 ore è possibile che ci siano una ventina di interventi complessivi, sicuramente importanti ma sicuramente poco rappresentativi rispetto alle migliaia di adesioni ci siano state. In un Paese dove le rappresentanze politiche ed istituzionali sono spropositate in eccesso rispetto ai cittadini, che il mondo sportiva debba sentirsi rappresentato da qualche decina di interventi a fronte di decine di migliaia non mi sembra un buon segnale.
In conclusione mi sembra che le tematiche su cui si sta discutendo sul blog di NEOSPORT siano sempre più rappresentative di una esigenza di chiarezza, senza la quale il mondo sportivo troverà sempre più difficoltà ad emergere nella sua reale complessità e diversità, che non è più quella degli anni 90, andando ancora più indietro.
Bisogna rendersi conto che il modello organizzativo delle società sportive è modificato con la società e che anche le forme di rappresentanza devono cambiare ed adeguarsi e, soprattutto, avere la forza e la dignità di non nascondersi dietro formule vuote.
Non esiste nessuna possibilità di affermare che il Documento proposto, al di là dei contenuti, sia patrimonio delle migliaia di società che l’hanno sottoscritto, delle decine di migliaia di società sportive che operano nei quartieri, delle centinaia di migliaia di dirigenti e operatori sportivi, dei milioni di partecipanti alle stesse attività.
Il movimento sportivo svolge ogni giorno quelle funzioni positive in ambito culturale, sociale, aggregativi, oltre che di crescita fisica e tecnica nell’ambito prettamente sportivo, ma nessun dirigente sportivo a qualsiasi livello può assumersi la rappresentanza politica di quei milioni di partecipanti che stanno alla base.
Non dobbiamo evitare la risposta a una domanda molto semplice: "Quanti di quei milioni di partecipanti sanno di essere tesserati, con tutto quello che significa, ad uno o più Enti di Promozione o Federazioni? Non chiedo quanti conoscano le finalità dell’Ente e del perché sia stato scelto quello e non un altro, ma semplicemente la consapevolezza di essere parte di una organizzazione al di sopra della società sportiva in cui praticano.
Purtroppo finché anche il metodo di gestione delle risorse economiche sarà legato solo ai numeri di tessere non si potrà affrontare il tema della partecipazione reale al dibattito del mondo sportivo.
Ancora una volta il mondo sportivo sembra omologarsi al mondo politico proprio quando, forse, si comincia a capire con quale ruolo negativo possono essere usati i tesseramenti.
La democrazia e la partecipazione non sono sempre garantite solo da procedure, ma principalmente dalla capacità di sollecitare e garantire la partecipazione e la condivisione.
Dal basso e dall’alto, proviamo tutti a DARE VOCE ALLO SPORT DI BASE e, soprattutto, a mettere al centro le necessità dei praticanti per qualsiasi ragione lo siano.
Maurizio La Rosa

L’iniziativa del 3 marzo DIAMO VOCE ALLO SPORT DI BASE merita una riflessione approfondita al di là di facili entusiasmi e preconcette prese di distanza.
Un dato positivo è quello che si parli di sport, fenomeno che, al di là degli eventi/spettacolo,
stenta a trovare spazio nel dibattito politico e ciò nonostante coinvolga una larga (anche se ancora
ridotta) fascia della popolazione e sia economicamente “importante”.
Ma lo sport è un fenomeno complesso che ha molti, diversi e, a volte, contradditori aspetti che è
necessario evidenziare per non correre il rischio (al quale non sfugge DIAMO VOCE ALLO SPORT DI BASE) di restare nel generico senza individuare adeguate prospettive d’intervento.
Nella nostra lingua e nella nostra cultura con la parola Sport si indicano attività e fenomeni molto
diversi tra loro: dalla partite della serie A di calcio alle attività dei runner nei parchi urbani, dalle
scalate in solitario al fitness, dalla ginnastica generale nelle palestre scolastiche al parkour.

Ma siamo proprio sicuri che sia lo stesso sport?

Non è forse necessario fare qualche precisazione in modo che a diversi contenuti corrispondano
termini diversi?
Si potrebbe cominciare a parlare di “SPORT DEI CITTADINI” (visto che sport per tutti non ha avuto
fortuna) e tentare di definirne i contenuti, contenuti che, almeno in una prima approssimazione,
potrebbero essere:

.
privilegiare l’inclusione rispetto alla selezione
.
mirare al benessere della persona (che è cosa diversa e più ampia dell’assenza di malattie)
.
essere organizzato nel rispetto del bene “terra” e del territorio
.
prevedere il coinvolgimento dei partecipanti

E’ proprio alla luce di queste idee (sicuramente non nuove ma frutto di una non breve esperienza
sul campo e di qualche riflessione con altri) che il documento di convocazione dell’incontro del 3
marzo appare parziale e, alla fin fine, contraddittorio.
Infatti il documento non affronta il tema centrale dell’organizzazione dello sport in Italia, di un
CONI che ha (o, meglio, pretende di avere) al suo interno tutto lo sport tanto da arrivare
all’estremo di Federazioni che hanno al loro interno un “Comitato sport per tutti”!
Un CONI interamente finanziato dallo Stato cosicché il nostro Paese è l’ultimo paese al mondo ad
avere uno sport di Stato anche se gestito con criteri privatistici.
DIAMO VOCE ALLO SPORT DI BASE non affronta per nulla questo tema ed anzi parla di sé come del “mondo sportivo organizzato nel Comitato Olimpico” riaffermando, quindi, da una parte la propria appartenenza a quel modello ormai superato e d’altra parte quasi riconoscendo l’esistenza di un “mondo sportivo” che non è organizzato nel CONI.
Ma forse è proprio il mondo sportivo al di fuori del CONI ad essere chiamato ad un ruolo da
protagonista in questo momento storico in cui è necessario ripensare il significato della
partecipazione e del decentramento.
Il ruolo degli Enti Locali (altro grande tema del tutto assente nella riflessione di DIAMO VOCE ALLO SPORT DI BASE) non può più essere quello della sussidiarietà come era prevista dalla riforma del Titolo V della Costituzione (d’altra parte mai veramente applicato).
E’ necessario un nuovo modello di governance del territorio che esalti le esperienze locali
(soprattutto in una grande città come Roma) e sappia raccoglierle e valorizzarle in un progetto più
ampio.
Lo sport dei cittadini deve potersi “differenziare” rivendicando contenuti e forme organizzative che sono già presenti in alcune esperienze e che devono, queste sì, trovare pieno riconoscimento nelle
regole e nelle prassi.
Ne ho prima evidenziate alcune ma se ne possono trovare altre e meglio definite, l’importante è
che si riconosca che esiste uno SPORT DEI CITTADINI accanto,si badi bene, e non in contraddizione con lo sport d’alta prestazione o lo sport commerciale.
Tra i contenuti dello SPORT DEI CITTADINI uno mi pare più importante degli altri: il coinvolgimento
dei partecipanti alle attività sportive. Non mi riferisco alla partecipazione alle assemblee che
approvano i bilanci o eleggono le cariche sociali ma ad una cosa molto meno formalistica e molto
più di sostanza: trasparenza degli obbiettivi, dei contenuti, della destinazione delle risorse, della
governance.
Per questo mi sembra riduttiva e, tutto sommato, fuorviante, la richiesta contenuta nel
documento DIAMO VOCE ALLO SPORT DI BASE di “salvaguardare le facilitazioni fiscali per le ASD”
(punto 6.) perché alle associazioni dello sport dei cittadini non si devono riconoscere
“agevolazioni” e sconti ma misure strutturali che li mettano in grado di rispondere ad un bisogno
dei cittadini.
Misure strutturali che prevedano anche azioni dirette a sanzionare quanti abusano (come avviene ora nel mondo delle ASD) delle “agevolazioni fiscali”.
Un’ultima questione è quella del lavoro nel mondo dello sport.
Anche qui una distinzione appare non più rinviabile: i campioni della Serie A di calcio sono una
cosa diversa dagli istruttori di una piscina e dai dirigenti accompagnatori di una qualsiasi squadra
di calcio che partecipa a un qualsiasi campionato.
Definire “volontari” gli istruttori e gli insegnanti delle diverse discipline sportive non può non
suscitare perplessità mentre, forse, è più appropriato definire “volontari” quei tanti dirigenti ed
accompagnatori, nei confronti dei quali, questi sì, il mondo dello sport ha un grande debito.
E’ pur vero che lo sport anche, se non soprattutto, quello dei cittadini richiede una grande
motivazione ma questo non può portare a nascondersi che nello sport è diffuso il precariato nelle
sue forme più “cruente” dell’incertezza sul futuro, del non rispetto dei di pagamento delle
prestazioni, dell’assenza di coperture previdenziali ed assicurative.
E’ un tema complesso ma non si risolve tacendolo e, soprattutto, la sua soluzione non può e non
deve ricadere sulle società sportive almeno non su quelle dello sport dei cittadini.
Per finire una raccomandazione prima di tutto a me stesso: non bisogna perdere di vista il
contesto più ampio nel quale ci troviamo, contesto che sta costringendo a modificare i contenuti e
le forme della rappresentanza politica ed allora, forse, è giunto anche il momento di modificare le
forme di rappresentanza nel mondo dello sport.



Andrea Novelli

mercoledì 22 febbraio 2012

OLIMPIADI E SPORT PER TUTTI




ROMA: OLIMPIADI BENE COMUNE, ‘3 MLN STANZIATI DA CAMPIDOGLIO PER
COMITATO PROMOTORE SIANO DESTINATI A SPORT PER TUTTI’




"I 3 milioni di euro già stanziati dal Comune di Roma per sostenere il Comitato promotore per la candidatura di Roma Olimpiadi 2020 siano destinati allo sport della capitale, a partire dalla valorizzazione e realizzazione dell’impiantistica sportiva fino alla promozione dello sport per tutti".
Questa la prima proposta lanciata oggi dal Comitato Olimpiadi Bene Comune (http://olimpiadibenecomune.blogspot.com/), nato lo scorso settembre per volontà di 130 associazioni sportive della capitale. "Per fare questo, è fondamentale, innanzitutto che sia fatta piena luce su quanto è stato speso fino ad oggi, sia reso pubblico il bilancio a consuntivo, e sulla relazione di eco compatibilità del Comitato promotore, sulla base della quale è arrivato il no di Monti. Una relazione con tali e tante incongruenze ed errori, specchio di una mala gestione della vicenda sia da parte del comitato sia della giunta Alemanno, che ha profondamente danneggiato la credibilità della Capitale. Oggi vogliamo lanciare una nuova sfida alla ricerca di nuove risposte passando da Olimpiadi Bene Come a Sport Bene Comune". Sono intervenuti all’incontro anche, Enzo Foschi, Paolo Masini, Pino Battaglia, consiglieri del Pd rispettivamente alla regione Lazio e al Comune e alla Provincia di Roma.
Tra gli interventi, anche quello di Riccardo Viola, presidente del Coni provinciale di Roma.
"Siamo convinti – ha spiegato Viola – che nella vicenda della candidatura di Roma è mancata una parola chiave: rispetto. Rispetto per quanti, come noi, credevano in un sogno e si sono ritrovati quasi in un incubo, rispetto per i cittadini romani e per il Paese. Non siamo stati tenuti in considerazione nonostante i nostri diversi tentativi di dialogare sia con il comitato promotore sia con la Giunta capitolina, soprattutto avanzando proposte e ipotesi sul futuro dell’impiantistica sportiva che potessero rimanere alla città. Purtroppo non si è voluto aprire il dialogo e le cifre e i finanziamenti previsti, presentati a Monti, con evidenti errori di calcolo, hanno fatto il resto. Oggi crediamo che si possa ancora fare qualcosa per gli impianti sportivi della capitale e vorremmo che, accantonata la candidatura di Roma 2020, non si spenga la volontà di progettare e destinare risorse a progetti concreti".
"La decisione del Governo Monti sulla candidatura di Roma per l’organizzazione delle Olimpiadi del 2020 – ha spiegato Andrea Novelli - ha amareggiato quanti come noi avevano con convinzione sostenuto che le Olimpiadi potevano essere una grande occasione di sviluppo per la città e per lo sport. Amarezza ma non certo sorpresa: il Comitato OLIMPIADI BENE COMUNE con l’autorevolezza derivante dall’essere un’espressione della realtà sportiva romana aveva espresso le sue preoccupazioni in una lettera aperta indirizzata a Monti sin dal 7 febbraio" .
"Abbiamo esaminato nel dettaglio le cifre elaborate dal Comitato Promotore per l’impiantistica sportiva ed avevamo rilevato "sprechi" e sopravvalutazioni delle cifre previste (che nessuno ha finora smentito).La decisione del Governo Monti è prima di tutto una bocciatura del metodo di lavoro del Comitato Promotore e dell’operato della giunta Alemanno: senza autorevolezza (tanti degli "ambasciatori" ricordano da vicino la vecchia politica ed evocano metodi da "grandi eventi") e, soprattutto, senza alcun confronto con la città, con le forze sociali e sportive, con il Consiglio Comunale".
La Relazione elaborata dal Comitato Promotore per la Commissione di Compatibilità Economica prevedeva una spesa di 825 ML per nuove opere che sono apparse sin da subito del tutto sproporzionate non solo
rispetto ai benefici per la città ma anche in termini assoluti Infatti si sono ipotizzati 500 ML per il completamento della Città dello Sport di Tor Vergata dove si sarebbero dovuti giochere solo i tornei di Basket e di Handball, 100 ML per quel bacino remiero destinato alle gare di canotaggio e canoa che solo tre anni fa i dirigenti federali di quelle discipline avevano previsto costare 4 ML ed altri 50 ML per il Velodromo da realizzare a Tor Vergata (nelle peggiori previsioni della precedente Giunta si erano ipotizzati non più di 10ML)".
"Per le ristrutturazioni erano previsti 285 ML tutti destinati agli Stadi a Roma e nelle altre città italiane dove si svolgerà il torneo di calcio. Ugualmente preoccupante la scelta di destinare la considerevole somma di 192 ML ad "opere temporanee" ed altri 144 ML ad "allestimenti". "Così per l’allestimento del campo di hockey si prevedeva di spendere 19 ML. Ma un simile ( e così costoso) stadio dopo le Olimpiadi a cosa sarebbe servito considerando che alle partite della nazionale di hockey assistono non più di un migliaio di persone?!Per l’allestimento dei campi di beach Volley all’interno del Circo Massimo si prevedeva di spendere 26 ML: forse sono destinati a restaurarlo?!E’ preoccupante che si fosse scelto di destinare somme così importanti alla sistemazione di impianti privati che non avrebbero lasciato nulla in eredità a Roma: così si prevedono 15 ML per ampliare l’impianto di tiro a segno di Lunghezza ed altri 6 ML per il campo di golf dell’Olgiata. Non abbiamo le competenze per valutare nel merito alcune delle scelte compiute dal Comitato Promotore per le infrastrutture ritenute necessarie ma anche qui: con chi sono state discusse?Non certo con quella Commissione del Consiglio Comunale che il Sindaco Alemanno doveva istituire entro il 14 settembre ma che non è stata neppure nominata!
Il Comitato OLIMPIADI BENE COMUNE oggi intende proseguire la sua attività di controllo e denuncia ma chiede anche il lavoro svolto dal Comitato Promotore sia portato a conoscenza della città per poter essere utilizzato per programmare e progettare il futuro dello sport di questa città.
Sì, perché secondo noi c’è e ci deve essere un futuro per lo sport a Roma, un futuro che coinvolga prima di tutto le tante società sportive ed impianti della nostra città.
Vogliamo un grande dibattito pubblico che, partendo dalla vicenda olimpica e dalla sua conclusione, si occupi della programmazione dell’impiantistica sportiva, dell’attività motoria e sportiva nelle scuole, della qualità della vita delle persone, di tutte le persone perché lo sport è un BENE COMUNE.
Roma, 21 febbraio 2012
Andrea Novelli
Portavoce Comitato Olimpiadi Bene Comune

mercoledì 1 febbraio 2012

ALCUNE DOMANDE




Nell’articolo comparso sul ‘Venerdì’ di Repubblica del 20 gennaio dal titolo “QUEI FONDI AI POLITICI Elargiti sportivamente” viene riportata l’interrogazione di alcuni parlamentari del PD in cui si chiede “quali siano gli scopi che giustificano il versamento del contributo” agli enti di promozione.
Si ricorda anche, che tra gli altri, vi è il caso dell’UISP Unione Italiana Sport per Tutti, nata nel 1948 come organizzazione di massa del PCI e oggi in area PD.

Su questo articolo è intervenuto (mi pare unico tra tutti gli Enti chiamati in causa) Filippo Fossati, presidente nazionale dell’UISP su UISPRESS () e mi ha suscitato più di qualche perplessità.

Perché Filippo Fossati non dice quale è la cifra che l’UISP riceve dal CONI?

Perché Fossati non smentisce in alcuna parte del suo intervento che l’UISP è di “area PD”? forse perché è stato per anni consigliere PD nella regione Toscana ed ora aspira a fare il deputato, sempre di quel partito?

Fossati ci racconta che la storia dell’UISP è lo “sport sociale”: ma allora lo “sportpertutti” (tutto attaccato) dove è andato a finire?

Ma i problemi che Fossati non vuole o non sa affrontare sono ben altri e meriterebbero una discussione più ampia ed approfondita: quante di quelle persone “associate” all’UISP sanno di essere socie dell’UISP? quanto si ritrovano tesserate senza nemmeno saperlo o senza nemmeno sapere che cosa è l’UISP?
Perché Fossati non imposta una riflessione sull’obbligo per le società sportive di affiliari a una Federazione o un Ente per poter godere delle agevolazioni fiscali?

Non penso che sia una “goffa imitazione del dibattito sui costi della politica” anzi penso che un’imitazione di quanto sta facendo il Governo Monti sul versante della trasparenza sarebbe auspicabile anche nel mondo dello sport.

A proposito: a Firenze il processo (giornalisticamente chiamato Quadra dal nome della società protagonista) vede coinvolto, tra gli altri, il Presidente dell’UISP Toscana (cioè del più grande Comitato) Ugo Bercigli, con gravi accuse come “associazione a delinquere, abuso d’ufficio, truffa aggravata, falso ideologico”.
Il Comune di Firenze si è costituito parte civile e l’UISP?

Forse sarebbe necessario parlare o tornare a parlare di una legge sullo sport in Italia che definisca il ruolo del Coni (perché deve essere il CONI a finanziare lo sport sociale come Fossati dice essere quello dell’UISP?) e quello di tutti gli altri soggetti impegnati e coinvolti (prime fra tutti le regioni).

martedì 24 gennaio 2012

NEOSPORT e nuovi spazi per le attività

Il XIX Municipio nelle settimane passate ha pubblicato ben nove avvisi pubblici per altrettanti progetti nel settore dello sport. È un bello sforzo e non solo a parole visto che sono stati stanziati fondi non proprio esigui. Gli avvisi riguardavano diverse discipline sportive: la nostra associazione ha partecipato a due di questi bandi: “Sport anch’io” e il “Torneo di basket e minibasket”. Abbiamo partecipato non per invadere terreni consolidati ma per sfruttare un’occasione per mettere concretamente in pratica una nostra convinzione: lo sport è un’occasione di crescita, per tutti, nessuno escluso. Dunque NEOSPORT ha presentato al Comune i suoi progetti. Come il progetto, per noi, molto impegnativo di risistemazione e riqualificazione dell’impianto, di Tor Pagnotta, che consta attualmente di due campi da calcetto in erba sintetica, un locale spogliatoio e un parco, in condizioni di degrado, ma ben attrezzato, con un parco giochi e un gran numero di alberi. Oltre al recupero dell’esistente, il nostro progetto prevede la costruzione di una copertura in legno lamellare per due campi polivalenti per basket e pallavolo con relativi spogliatoi, una palestra e un punto di ristoro. Dunque una proposta nell’ottica del recupero e qualificazione di spazi sportivi con vocazioni polivalenti e dotati di spazi verdi. Progetto che oltre al recupero l’esistente, prevede la costruzione di una copertura in legno lamellare al cui interno vi saranno 2 campi polivalenti per basket e pallavolo con relativi spogliatoi,una palestra e un punto ristoro. Anche per il Progetto per la promozione del BASKIN, disciplina che, ispirandosi, al basket, si basa sull’integrazione di giocatori con diverse abilità. Le proposte al XIX Municipio sono anche ispirate ad un’altra idea “forte”: lo sport richiede e, anzi, impone applicazione e professionalità e per questo, i progetti qualora approvati, saranno realizzati in collaborazione con l’ALAIP (Associazione degli allenatori di Pallacanestro del Lazio), con la quale abbiamo programmato e organizzato CLINIC per Allenatori di Pallacanestro e corsi di formazione per il BASKIN. applicazione e professionalità e per questo i progetti, qualora approvati, saranno realizzati in collaborazione con la quale abbiamo programmato ed organizzato CLINIC per Allenatori di Pallacanestro e corsi di formazione per il BASKIN. Questa partecipazione è coerente con la nostra proposta di riqualificazione e di rilancio di spazi polivalenti per lo sport, di interventi per rendere concreta la proposta di luoghi aperti a tutti dove sia possibile praticare molti sport e diverse attività, con l’eventuale assistenza di tecnici specializzati e sviluppando positive relazioni sociali.

lunedì 23 gennaio 2012

1^ TROFEO NEONUOTO 2012

La prima prova del 1^ TROFEO NEONUOTO 2012, manifestazione promozionale scuola nuoto, prevista su tre prove, avrà luogo presso la piscina comunale "Alma Nuoto" il 12 febbraio 2012. info e-mail :asdneosport@yahoo.it cell 329 9841189

sabato 14 gennaio 2012

CARTA EUROPEA DELLO SPORT





Proponiamo alla lettura la CARTA EUROPEA DELLO SPORT, in cui il Consiglio d'Europa declina lo scopo della Carta, dandoci una serie di argomenti di riflessione.

CARTA EUROPEA DELLO SPORT

I governi, con lo scopo di promuovere lo sport quale importante fattore per lo sviluppo umano, adotteranno le misure necessarie a realizzare le enunciazioni della presente Carta in accordo con i principi enunciati nel Codice di Etica Sportiva, per:
I. Dare ad ogni individuo la possibilità di praticare sport, ed in particolare:
a. Garantire a tutti i giovani la possibilità di beneficiare di programmi di educazione fisica per sviluppare le loro attitudini sportive di base;
b. Garantire a ciascuno la possibilità di pratica sport e di partecipare ad attività fisiche ricreative in ambiente sicuro e sano; e, in cooperazione con gli organismi sportivi competenti,
c. Garantire a chiunque, quando ne manifesti il desiderio e possieda le capacità necessarie, la possibilità di migliorare il suo livello di prestazione e di realizzare il suo potenziale di sviluppo personale e/o raggiungere livelli di eccellenza pubblicamente riconosciuti;
II. Proteggere e sviluppare le basi morali ed etiche dello sport, nonché la dignità umana e la sicurezza di coloro che partecipano ad attività sportive, proteggendo lo sport, gli sportivi e le sportive da qualsiasi forma di sfruttamento ai fini politici, commerciali e economici, e da pratiche scorrette ed avvilenti, compreso l’abuso di droga.


Per scaricare l'intera carta, seguire il link
www.coni.it/fileadmin/user_upload/_temp_/mondo_sportivo/osservatori/documenti/Carta_europea_dello_Sport.pdf

mercoledì 11 gennaio 2012

SPORT'S COLORS ALLA MADONNETTA



Ha avuto luogo nei giorni 7 e 8 gennaio, presso il complesso della Madonnetta, la manifestazione di basket SPORT’S COLOR organizzata da NEOSPORT. L’iniziativa si è avviata con la partita tra le squadre di basket GSD BASKET PALOCCO. MB SPORTING CLUB degli under 12 che, in un gioioso spirito sportivo, ha visto prevalere la MB Sporting Club.
A conclusione della giornata del 7 si è svolto il triangolare senior basket tra le squadre della A.S.D. NEOSPORT, della GSD BASKET PALOCCO, A.S.D. MB SPORTING CLUB. Questa volta a salire sul podio più alto è stata la ASD Casal Palocco seguita dalla ASD MB Sporting Club e dalla ASD NEOSPORT. Correttezza e spirito sportivo hanno contraddistinto il torneo, e ha colpito il grande fair play del giocatore dell’A.S.D. MB Sporting Club, EMANUELE FRESCHI, assistente allenatore della squadra Under 19, che, con il suo intervento ha contenuto l’irruenza di un suo compagno di squadra, in nome del clima amichevole che si era instaurato. A proposito di questo, si è celebrato anche un terzo tempo, con una cena di gruppo in nome dell’amicizia e della socializzazione.
Per il TORNEO ARCOBALENO le squadre rappresentative della comunità cinese dell’ A.S.D. AQUILONE ESQUILINO con il suo rappresentante Sig. YANG e quella dei filippini WEST COAST con il rappresentante Sig. DING ed il Capitano–giocatore Sig. APOLLONIO, hanno giocato un mini Torneo al meglio di 2 partite vinte su tre,. Il confronto ha visto la vittoria della squadra filippina, dopo il combattuto e appassionante confronto con la squadra cinese.
Con un minuto di silenzio tutti hanno testimoniato la loro partecipazione al dolore per la tragica morte di Zhou Zeng e della piccola Joy, ribadendo la pressante richiesta per una maggiore sicurezza nella città.